L’imprenditore previdente, saggio che raggiunge il successo: le regole d’oro, ovvero la filosofia di Amundsen

  1. Ama il benessere, non il denaro;
  2. Ama i suoi collaboratori, ma non li vizia;
  3. Ama i suoi clienti, ma ne cerca continuamente di nuovi;
  4. Ama i suoi prodotti, ma non li considera migliori degli altri;
  5. Fa tornare i conti aziendali, prima dei suoi;
  6. Imprenditore è importante, non arrogante;
  7. Cerca le giuste risorse, ma sa che non basteranno mai;
  8. Rispetta le banche e gli enti finanziatori, ma lavora per farne a meno;
  9. Ha bisogno di tutti e di nessuno;
  10. Persegue lo sviluppo, ma non lo fa a debito;
  11. È sapiente, non saccente;
  12. Sul suo sapere aggiornato, fonderà la sua autorevolezza;
  13. Apprende e usa le nuove tecnologie, perché in esse sta il segreto della competitività;
  14. Sa che il sapere richiede applicazione, dedizione, sacrificio;
  15. Sarà l’esempio, non la facciata;
  16. Farà comunicazione, non pubblicità;
  17. Cercherà il consenso, ma non dipenderà da esso
  18. Sarà umano, mai disumano;
  19. Dirà la verità a chi la può capire;
  20. Premierà il merito e il talento, mai il ruffianismo;
  21. Nel business vige una regola assoluta: o tanti soldi o tanto tempo;
  22. Gestisce con saggezza gli errori, ma non li considera nè peccati, nè colpe;
  23. Deve avere l'approccio del combattente "non sempre cavaliere";
  24. Deve sapere che combatterà tutta la vita;
  25. Deve sapere che, specie oggi, "chi fa da se, fa abbondantemente per tre".
  26. Se apre un cerchio lo chiude sempre. Sono in gioco la sua immagine e la sua credibilità
  27. Sa che la sua immagine e la sua credibilità sono la dotazione fondamentale della sua azienda
  28. E' attentissimo al concetto di feed-back

Imprenditore:qui trovi la cultura che ti farà cambiare passo:

Per uscire dalle crisi bisogna comportarsi come si fossimo sempre in crisi.

“Comportati come se fossi sempre in crisi,e uscirai per sempre dalle crisi”

                          E’ il motto di Amundsen

Nella nostra storia imprenditoriale quarantennale registriamo,se usiamo bene la memoria,una crisi ogni due ,tre anni,a partire dagli anni settanta. Le cause: le più disparate: l’energia,l’inflazione,il debito pubblico,ecc. ecc. Ogni volta consideravamo quella crisi come l’ultima,e la combattevamo “in sé” come se fosse l’ultima. Invece,periodicamente,una crisi si ripresentava,con un nuovo nome:oggi si chiama finanza. Non abbiamo capito per tempo però che a diverso input crisi l’azienda specie quella piccola,reagisce sempre nello stesso modo: operando sui clienti,sui mercati,sulle banche ‘sui costi,sulle proposte di novità legate al proprio mestiere di imprenditori in un certo settore. Solo che non abbiamo capito che mentre le causa di crisi cambiavano nome,noi dovevamo agire sempre sugli stessi fattori,con scelte che erroneamente abbiamo compiute con criteri tattici,mentre avremmo dovuto compierle con criteri strategici. Il principale è l’approccio col credito,e con le banche che rappresentano un certo modo di fare credito. Il secondo è l’approccio coi clienti intesi in sé e non intesi come mercato. Il terzo è la nostra proposta al mercato intesa come il meglio che sappiamo fare, anziché interpretare bene,sistematicamente,professionalmente cosa richiede il “nostro mercato”, considerando che il mercato si sta chiudendo da anni. Sappiamo anche che l’azienda è sana solo se si sviluppa con spirito di crisi cioè di sopravvivenza. Sviluppare in un mercato in calo significa conquistare terreno per mettersi in sicurezza: come fece Israele durante la guerra dei sei giorni. Conquistare nuove posizioni per mantenere lo “spazio vitale dell’azienda”.

Questo è la ragione per cui è nato il Sistema di Guida che si chiama Amundsen, questo è lo spirito di Amundsen. “Si vis pacem,para bellum,”dicevano quelli che la sapevano lunga. Noi dobbiamo applicare questo concetto alla nostra azienda. La prosperità di essa sarà legata al modo in cui la sapremo tenere pronta alla guerra permanente,che è quella purtroppo indotta da una finanza diventata francamente il pericolo pubblico numero uno, a livello globale, e da uno Stato……! Siccome questo contesto si respira da tempo,per chi voleva,poteva,e sapeva vedere, abbiamo “per tempo”creato il Metodo Amundsen. Esso si proponeva e si propone,di creare un modo di guidare la piccola impresa, che creasse e crei i presupposti affinchè le cause potenziali di messa in crisi della medesima, venissero e vengano sistematicamente,metodicamente previste e compensate. A partire dal modo di affrontare il problema delle risorse occorrenti, e fra queste quella determinante della finanza aziendale ,che deve essere vista come la santabarbara del fortino. Oggi molte piccole imprese scoprono che la santabarbara l’hanno costruita sì, ma in casa del nemico,che gli spara addosso,senza alcuna remora, e…..con le loro munizioni. Eppure molti piccoli imprenditori ancora non capiscono! Sarà anche una questione di cultura? Forse si. Ma c’è la cura. Amundsen.

                                                                                                                           Il mondo di Amundsen

Commenti chiusi per questo articolo.

Leggi i nostri ultimi articoli:

Improve the web with Nofollow Reciprocity.