L’imprenditore previdente, saggio che raggiunge il successo: le regole d’oro, ovvero la filosofia di Amundsen

  1. Ama il benessere, non il denaro;
  2. Ama i suoi collaboratori, ma non li vizia;
  3. Ama i suoi clienti, ma ne cerca continuamente di nuovi;
  4. Ama i suoi prodotti, ma non li considera migliori degli altri;
  5. Fa tornare i conti aziendali, prima dei suoi;
  6. Imprenditore è importante, non arrogante;
  7. Cerca le giuste risorse, ma sa che non basteranno mai;
  8. Rispetta le banche e gli enti finanziatori, ma lavora per farne a meno;
  9. Ha bisogno di tutti e di nessuno;
  10. Persegue lo sviluppo, ma non lo fa a debito;
  11. È sapiente, non saccente;
  12. Sul suo sapere aggiornato, fonderà la sua autorevolezza;
  13. Apprende e usa le nuove tecnologie, perché in esse sta il segreto della competitività;
  14. Sa che il sapere richiede applicazione, dedizione, sacrificio;
  15. Sarà l’esempio, non la facciata;
  16. Farà comunicazione, non pubblicità;
  17. Cercherà il consenso, ma non dipenderà da esso
  18. Sarà umano, mai disumano;
  19. Dirà la verità a chi la può capire;
  20. Premierà il merito e il talento, mai il ruffianismo;
  21. Nel business vige una regola assoluta: o tanti soldi o tanto tempo;
  22. Gestisce con saggezza gli errori, ma non li considera nè peccati, nè colpe;
  23. Deve avere l'approccio del combattente "non sempre cavaliere";
  24. Deve sapere che combatterà tutta la vita;
  25. Deve sapere che, specie oggi, "chi fa da se, fa abbondantemente per tre".
  26. Se apre un cerchio lo chiude sempre. Sono in gioco la sua immagine e la sua credibilità
  27. Sa che la sua immagine e la sua credibilità sono la dotazione fondamentale della sua azienda
  28. E' attentissimo al concetto di feed-back

Imprenditore: outlet  di Serravalle Scrivia e Amundsen-Metodo: perché un outlet famoso entra nella logica di Amundsen.

L’Imprenditore tiene molto allo status,sente molto lo status. E’ orgoglioso del suo status,che automaticamente si attribuisce perché ritiene la sua  una professione di alto livello,per ragioni estese e complesse,non tutte oggettive e giustificate. E vive con grande contrasto la dicotomia lavoro complesso, di alto livello,risultati economico/finanziari non all’altezza,magari che generano solo preoccupazioni. Purtroppo il momento che viviamo,non è proprio il più favorevole per l’imprenditore che deve mettere i conti a posto. Le difficoltà sono tante e spesse,non si affrontano più coi soli danari,sempre di più conta il sapere. Purtroppo molte volte l’imprenditore ricorre allo status dell’apparire,ad es. vestendo griffe, frequentando griffe ,e esaltando quest’aspetto,molte volte per compensare la frustrazione da risultati insoddisfacenti. Dando all’apparire il ruolo di surrogato dell’essere. Ma i tempi della consapevolezza stanno avanzando,lentamente purtroppo,proprio eccitati dall’attuale inconsistenza del sistema che ci circonda,e dalla vacuità di chi dovrebbe guidarci. Griffe come stendardo ,come insegna,di legioni che non ci sono. Ecco perché un metodo che ti obblighi alla disciplina e ai sacrifici che sono l’unico sale del successo duraturo,si impone oggi non come optional ma come doveroso,obbligatorio: cogente come si dice nel gergo della qualità. Non si possono cambiare “ stabilmente”le prestazioni di un’azienda se non si cambiano radicalmente i meccanismi della decisioni. Le decisioni le prende l’imprenditore,quindi è l’imprenditore che deve cambiare il modo in cui decide. Dire questo in questo modo all’imprenditore, e ritenuto offensivo visto che l’imprenditore si dedica senza riserve alla sua azienda. Purtroppo l’impegno la dedizione,non sono assolutamente confrontabili,con quel che serve veramente: servono decisioni più “acculturate”,più sapienti,meno manuali e più di testa. Per applicare Amundsen,il Sistema di Guida per antonomasia,occorre molto meno denaro di quanto si sarebbe dovuto spendere anni fa e ma molto più impegno da parte dell’investitore; l’iimprenditore  appunto. Egli nel passato si era abituato ad incidere sui suoi conti comprando macchine, impianti,ecc. persone,hardware,da qui la cultura dell’ io compro, io pretendo, i risultati a seguire. Purtroppo oggi il meccanismo è saltato: quel che devi comprare è istruzione per te, con i mezzi nuovi e difficili,delle nuove tecnologie,che non producono se non le capisci. Non basta più delegare,o meglio abdicare,bisogna capire e governare. Ma come metti in dubbio che io lo sappia fare? Con tutto il rispetto si: la giustificazione sono i risultati deludenti a fronte di un impegno totale,di un  rischio totale,che oggi più che mai è solo sulla tua schiena,ed ha ricadute micidiali,sulla tua vita personale e sulla tua famiglia. Non credi,che al di là del fastidio di rimettersi in discussione,valga la pena di mettere le mani al problema,per uscire una volta per tutte da un contesto veramente demotivante? Oggi c’è tutto per tutto; però è diventato sempre più difficile trovare quel che serve, in questa giungla di proposte. Bisogna cercare,cercare,cercare. Ora sei nel posto giusto,ma per vincere devi comprare il biglietto, devi comprare Amundsen. Mettiamola così. In una lotteria,la vita, se compri il biglietto non è detto che tu vinca,però puoi anche. Se non compri il biglietto, sei certo di non vincere. Sai in tutte le cose i risultati si vedono alla fine ,non prima. Ma  tutti  noi oggi,molto inconsapevolmente, ma molto inopportunamente, pretendiamo prima di dare.”No bbuono” diceva Andy Luotto,  in “Quelli della notte”,e forse è proprio così.

 

                                                       Ing. Flavio De Crescenzo

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